HA ANCORA SENSO LA FOTOGRAFIA ANALOGICA OGGI?

da | Fotografare

Questa settimana  è venuto a mancare il matematico statunitense padre del taglia/copia/incolla, Lerry Tesler. Larry, insieme al collega Timothy Mott, ideò nel 1973, il sistema copia/incolla per trasferire parti di testo nei programmi per computer.

Dobbiamo a lui il vantaggio di evitare di riscrivere ogni volta parti di testo.

Non sono pochi gli ambiti nei quali con l’avvento delle innovazioni tecnologiche e del digitale nello specifico, hanno ricevuto vantaggi enormi in termini di velocità ed immediatezza. Non credo che ci siano stati scrittori provenienti dall’epoca dell’analogico, nostalgici delle correzioni a mezzo di forbici e colla…

Le innovazioni tecnologiche hanno portato indubbi vantaggi in quasi tutti i settori

anche se, in alcuni di questi, se ne conservano soltanto quelli legati all’utilizzo dei nuovi materiali e non delle automazioni o dell’elettronica di supporto. Tanto per citarne alcuni, mi viene in mente il Trasporto, dove la bicicletta è ancora amata anche dopo l’avvento di quella servo assistita e persino del razzo; la Vela, che continua ad essere utilizzata nonostante l’invenzione della propulsione a scoppio e di seguito elettrica; ci sono gli Alianti, il Parapendio e le Tute Alari, che accompagnano in modo crescente l’uomo con il suo antico sogno di volare. Nel settore della Musica, gli strumenti classici e i vecchi Dischi in vinile sono ancora prodotti, commercializzati e piacevolmente ascoltati, nonostante i più sofisticati supporti digitali.

Ma ci sono settori, appunto, che con l’avvento del computer e dei programmi di supporto, hanno sostituito in modo irreversibile il modo di operare.

E così come la vecchia macchina da scrivere ad inchiostro è stata sostituita dal computer, così, pure nel mondo della Fotografia, la macchina fotografica digitale ha soppiantato piano piano la fotocamera analogica e la foto digitale propaga inarrestabile in modo sempre più diffuso….anche se qualche nostalgico continua a scattare foto con la pellicola a sviluppo chimico.

wedding roma

Foto di famiglia durante una cerimonia – ph. Francesco Ciccotti

Sia che tu sia motivato a catturare meravigliosi paesaggi, oppure che voglia condividere i tuoi momenti trascorsi con amici e familiari, oppure raccontare dei tuoi viaggi, escursioni ed eventi, farlo attraverso le fotografie è di sicuro il mezzo più usato. Perché oggi è piuttosto facile scattare una foto decente con qualsiasi apparecchio digitale.

Ma riuscire a farlo più di 20 anni fa, non era affatto semplice.

In vero, la fotografia digitale si è affacciata già negli anni 80, il suo uso diffuso si è visto solo negli anni 90, ma l’utilizzo più ampio c’è stato dall’inizio del secondo millennio con la comparsa degli smartphone.

Quindi per oltre 100 anni, lo standard utilizzato dai fotografi era la pellicola.

Solo se hai avuto occasione di scattare foto nell’era dell’analogico, saprai che scattare con la pellicola, era molto più complesso e con meno tolleranze rispetto all’utilizzo di una fotocamera digitale.

Bisognava aver cura di non esporre il rullino alla luce del sole; se non regolavi bene l’esposizione, se la fotocamera aveva perdite di luce, potevi rovinare l’intera sessione di ripresa…e non c’era niente di più deludente che tornare a casa e accorgersi, sviluppando il rullino, che non avevi prodotto nulla di utilizzabile.

Se invece il rullino riusciva ad andare a buon fine, dovevi comunque svilupparlo. C’era chi decideva di svilupparselo a casa, allestendosi una camera oscura di fortuna nel bagno di casa, con tanto di bacinelle piene di chimici, l’ingranditore sul piano della lavatrice e le stampe messe ad asciugare con le mollette nello stendino dei panni. Mentre altri portavano i loro rullini al laboratorio fotografico di sviluppo e stampa che lo faceva per loro. Questo comportava dei costi maggiori sia per recarsi al laboratorio e soprattutto lasciare le pellicole per uno o più giorni prima di vedere il risultato sviluppato.

Tecnologicamente parlando, non ci sono grandi differenze di qualità tra le foto in digitale e quelle in analogico.

Si riusciva comunque fare delle buone foto…soprattutto se si considera che una buona foto non è necessariamente una foto che sia esclusivamente esposta in modo corretto, con una buona definizione e un buon contrasto. Certo è che prima l’operatore dovesse essere molto abile con l’uso dell’esposimetro. 

digitale vs analogico - Camera Oscura

Camera Oscura – Scena tratta dal film Blow-Up

Quando si utilizzava la pellicola c’era molto meno margine d’errore, il che significava dover conoscere molto bene i dettagli della propria macchina fotografica. Conoscere la luce e la ridotta gamma dinamica. E comunque, sapere di non avere diritto di replica, visto che il risultato delle foto si sarebbe potuto controllare soltanto successivamente e che il costo di ogni click incideva in modo rilevante sulla sessione fotografica, bisognava essere molto precisi, metodici, conoscere la tecnica e stare sempre concentrati prima di eseguire uno scatto fotografico.

L’uso di fotocamere digitali automatiche, DSLR, mirrorless, bridge e smartphone, ha reso la fotografia più semplice che mai.

Sul piano della resa qualitativa, difficilmente si può distinguere una foto scattata con una reflex digitale da una scattata con un telefonino, perlomeno se sono foto scattate in luce diurna. E proprio per la semplicità d’uso ed il ridotto ingombro e peso, lo smartphone è diventato il mezzo più diffuso per catturare immagini. Oltretutto non è raro neppure vedere foto premiate nei vari Contest fotografici in giro per il Mondo, scattate proprio con un telefonino.

Foto in analogico

Tramonto in Corsica con reflex a pellicola – ph. Francesco Ciccotti

Foto con smartphone

Adolescenti al tramonto – scatto con smartphone – ph. Francesco Ciccotti

L’uso dell’autofocus, dello stabilizzatore d’immagine che evita l’effetto mosso, l’anteprima dell’immagine su ampio monitor, la regolazione automatica dell’esposizione e del bilanciamento del bianco, sono tutte funzionalità che hanno reso la fotografia più semplice e alla portata di tutti.

Tutti i moderni  applicativi di ripresa e di post produzione, hanno reso la fotografia più spettacolare.

Ma ciò che rende così speciale l’era della fotografia digitale, è la possibilità di condividere e modificare istantaneamente la foto, senza più attese per lo sviluppo.

I social media come Instagram, consentono ai fotografi di scattare una foto, modificarla nell’app e condividerla in pochi secondi. Questa facilità d’uso e il feedback immediato, sono una parte enorme del motivo per cui le foto delle  nostre esperienze quotidiane, sono così popolari sulle piattaforme del web.

Ironia della sorte, molti dei filtri e delle impostazioni di modifica in App come Instagram, emulano i tipi di pellicola più popolari nell’epoca dell’analogico. Quindi, HA ANCORA SENSO LA FOTOGRAFIA ANALOGICA OGGI?, in un certo senso si potrebbe dire che la pellicola continua a vivere nel modo digitale, ricordandoci le nostre più profonde radici.

Se hai notato altri elementi di distinzione tra la fotografia analogica e quella digitale, lascia pure un tuo commento.

foto analogica in diapositiva

Al lago con reflex analogica anni 90′ – ph. Francesco Ciccotti

Questa foto l’ho scattata più di venti anni fa… durante una gita domenicale al Lago di Bracciano.

Uno scatto in analogico con un super tele obbiettivo Russo le cui lenti erano paragonabili a fondi di bottiglia…lo sviluppo della pellicola era stato da me affidato ad uno dei tanti laboratori fotografici mediocri e presuntuosi…Non esistevano filtri digitali nè possibilità di intervenire nella post produzione come si fa oggi; ma la qualità dell’inquadratura e della luce catturata, la rendono comunque una testimonianza di quanto e da quando io sia attratto irrimediabilmente da queste due discipline/attività: LA VELA e LA FOTOGRAFIA 

Overthinker – video di Francesco Ciccotti

Dance – video di Francesco Ciccotti

Scott Jagobs in Sydney – video di Francesco Ciccotti

Autore del post: Francesco Ciccotti

...cerco di fare al meglio le cose...sono un curioso e soprattutto un entusiasta che cerca la piacevolezza nelle cose che vive...e di viverle con semplicità...se fossi nato in Giappone, avrei potuto definirmi un tipo “WABI-SABI”…

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