Perché agli umani piace guardare i tramonti?

da | Fotografare

L’esperienza estetica di guardare un bel tramonto colpisce molti centri del piacere nel nostro cervello.

Sorvolando sulle spiegazioni troppo scientifiche, possiamo dire, in modo abbastanza certo, che siamo naturalmente predisposti nel sentirci al sicuro nel dolce bagliore di un fuoco. Il fuoco è stato una parte cruciale nell’evoluzione dell’Homo Sapiens. Si pensa che i nostri antenati abbiano usato il fuoco per circa 75.000 anni prima dell’arrivo dell’Homo Sapiens e da allora siamo stati in questa stato per altri 50.000.

La luce del sole all’alba e al tramonto cospargono il mondo di un dolce bagliore arancione

e penso che la lunghezza d’onda della luce potrebbe essere il motivo principale del nostro piacere ad osservarla, per le ragioni sopra descritte.

Perché agli umani piace guardare i tramonti

Barca a vela al tramonto con gabbiano – ph. Francesco Ciccotti

Albe e tramonti. Sempre diversi, spaziano da meravigliosi a magici e sbalorditivi. I colori, le nuvole, la serenità, la meraviglia…La visione dei paesaggi colorati di luce Arancione, offrono un modo semplice per combinare la meditazione con l’apprezzamento della bellezza naturale…esperienze che per me sono spesso mistiche e trascendentali.

Rispetto al colore rosso, l’arancione è uno dei più comuni in natura.

Non sono solo i tramonti e le albe a contenere questo colore. Il colore marrone è in genere solo una tonalità più scura di arancione, e appare in natura quasi sempre.

L’arancio è disponibile in una vasta gamma di tonalità, dal marrone scuro degli alberi all’arancio brillante di una zucca. Trasmette una sensazione di calore e non è così potente come il rosso. Ma l’arancione non è neanche un colore passivo; attira un pò di attenzione, specialmente se collocato su uno sfondo più freddo. Per me. comunque, il colore arancio, sembra sempre che contenga un pò di avventura…tanto è che l’ho scelto come sfondo delle pagine del mio blog.

Perché agli umani piace guardare i tramonti

Tramonto con gabbiano davanti al sole – ph. Francesco Ciccotti

Colori caldi e freddi

I due tipi di colore con cui abbiamo a che fare in Fotografia, sono i colori caldi e i colori freddi. I colori caldi includono rosso, arancione e giallo, mentre i colori freddi includono verde, blu e viola. Le due categorie di colore hanno il loro umore e aiuta a chiedersi quali stai fotografando in un determinato momento se desideri ottimizzare l’aspetto delle tue foto.

Perché agli umani piace guardare i tramonti

 Alba nel Kalahari Namibia – ph. Francesco Ciccotti

I colori caldi sono più attivi e carichi emotivamente.

Saltano fuori attirando l’attenzione e l’interesse dello spettatore. In generale, i colori caldi sono più rari dei colori freddi, quindi un’immagine che ha anche una piccola spruzzata di calore può risaltare più facilmente. Questo è uno dei motivi per cui le foto al tramonto e all’alba, così come i colori dell’autunno, sono così tanto popolari.

I colori freddi, d’altra parte, sono più tenui e delicati.

Svaniscono sullo sfondo, particolarmente se un colore caldo appare nello stesso punto. In generale, non attirano lo stesso grado di attenzione di un colore caldo, anche se certamente non è necessariamente una brutta cosa.

I colori caldi possono essere travolgenti; i colori freddi hanno più probabilità di apparire rilassanti e calmi. Gran parte della natura è fatta di colori freddi, anche se il tramonto e l’alba possono rendere dorato anche un paesaggio blu.

Perché agli umani piace guardare i tramonti

Alba dorata al largo dell’isola di Ponza – ph. Francesco Ciccotti

La personalità secondo il colore Arancione

Le persone che prediligono l’Arancione manifestano una chiara vitalità ed energia: la preferenza per questo colore quindi, rende tali persone capaci di imprese fuori dal comune; imprese, comunque, sempre serene e ponderate.

Chi ama l’Arancione è anche una persona tendenzialmente ottimista e consapevole delle proprie capacità.

Ripone, infatti, in se stesso, senza presunzione alcuna, una smisurata fiducia. Ama con gioia e trasporto e generalmente si trova in perfetta armonia con tutto ciò che la circonda.

Chi rifiuta l’Arancione tende a controllare costantemente la propria emotività.

Sovente trova difficoltà nel rapportarsi con il prossimo e, ove ci fosse un problema, è portato ad ingigantirlo credendo così di non essere in grado di risolverlo.

Chi rifugge dal color Arancione di solito non pondera le decisioni e agisce d’impulso. Questo modo di affrontare le situazioni, che in un primo momento può sembrare efficace per raggiungere grandi obiettivi, viene bloccato dalla tendenza al pessimismo insito a chi non ama questo colore. Trova molta difficoltà inoltre sia nella sfera sessuale che sentimentale. Non si abbandona mai del tutto con fiducia, delegando alla ragione qualsiasi tipo di mossa.

Per chi vuole saperne di più

L’arancione e il significato dei colori

Nell’ambito del significato dei colori l’arancione, spesso chiamato anche con il termine “arancio”, in genere viene associato alla vitalità, all’energia ed al sole. Infatti è un colore caldo, considerato intermedio tra il rosso ed il giallo, tant’è che nella teoria dei colori è un colore secondario ottenuto dall’unione dei due colori primari, il rosso ed il giallo ed è abbinato al secondo centro energetico Chakra.

L’Arancione, simboleggia la comprensione, la saggezza, l’equilibrio e l’ambizione

Nella cristalloterapia, medicina alternativa, pare che l’arancione venga utilizzato per curare la depressione perché ritenuto utile a rendere le persone più ottimiste, spontanee ed estroverse.

Nella Pittura, è sempre stato difficile riprodurre delle belle sfumature d’arancione come quelle che si trovano in natura perché spesso risultano essere troppo artificiali. Inizialmente per ottenere questo colore si usava lo zafferano. Successivamente invece, verso la fine del Medioevo si cominciò ad ottenerlo, dopo la sua scoperta, da un’essenza esotica proveniente dalle Indie e da Ceylon chiamata “brasile”, nome che ha contribuito insieme al legno brasilium, dal quale invece si ricavava il colore rosa, a dare il nome alla nazione del Brasile. 

Gli Antichi Romani utilizzavano l’arancione per il tessuto degli abiti nuziali, come simbolo di unione dei sentimenti nel matrimonio. Nel Medioevo, non si otteneva l’arancione mescolando il giallo ed il rosso, probabilmente a causa del tabù biblico, contenuto nel Deuteronomio e nel Levitico, che condannava i miscugli perché considerati impuri. Per lo stesso motivo non si usavano per una stessa stoffa lana e lino, quindi materiale animale e vegetale, né due colori per farne un terzo.

In Occidente il termine “arancio” ( e “arancione”) è comparso solo nel XIV secolo, dopo l’importazione dei primi alberi d’arancio, che producono le arance dal colore appunto arancio. Prima della scoperta delle arance questo colore veniva definito con il termine “rosso”. Ciò in parte è rimasto in alcune espressioni del linguaggio comune come per esempio “gatti rossi”, “capelli rossi” e “pesci rossi” anche se questi in realtà sono di colore arancione.

Perché agli umani piace guardare i tramonti

Musico Marocchino al Tramonto su Meknes – ph. Francesco Ciccotti

L’arancione viene associato al calore, alla gioia, al vigore, alla salute del corpo.

E’ il simbolo della fantasia, dell’armonia interiore, dell’accoglienza, del tepore, dell’entusiasmo, del divertimento e dell’incoraggiamento. Agisce sulla nostra vitalità e su tutto quello che concerne l’assorbimento di ciò che si mangia. Il colore Arancione, inoltre, libera da sintomi depressivi aumentando la capacità di reagire alle avversità della vita in modo repentino ed efficace. Simbolo per eccellenza di fertilità, il colore Arancione stimola la circolazione del sangue. Inoltre, dà vitalità agli organi sessuali, sia maschili che femminili, favorendo la fecondità.

Un tempo nella simbologia cristiana rappresentava il peccato di gola. Nell’induismo ancora oggi simboleggia la rinuncia ai beni materiali e dell’ascetismo. Nella Cabala ebraica significa splendore. In alcune religioni come nel Buddismo simboleggia la rinuncia ai piaceri principeschi e per questo è indossato dai monaci buddisti.

In Cina è associato al cambiamento, al movimento e alla felicità. In Giappone simboleggia l’amore. In India è associato all’ottimismo, all’istinto combattivo, alla pulsione sessuale, alla passione e al bisogno di conquista. Nell’araldica indica soprattutto forza, onore e generosità.

Inoltre l’arancione è associato ad alcuni colori nazionali come nel caso dei Paesi Bassi e dell’Ucraina mentre in Irlanda rappresenta i protestanti dell’Ulster. Nella segnaletica stradale è spesso usato per indicare “attenzione” ad esempio nei semafori o nei giubbotti salvavita.

L’arancione nel neuromarketing viene usato per suscitare allegria, socialità, creatività, fiducia, salute, vitalità, vantaggio, rinnovamento, dinamicità. Viene utilizzato spesso per i settori merceologici dei negozi, nelle scritte delle pubblicità, in alcuni marchi, nel packaging di vari prodotti (anche se meno di quanto si potrebbe), nei servizi soprattutto dei settori giovanili, per cibi e bevande energetiche, ma è anche utilizzato nel settore politico e bancario.

È il colore simbolo per eccellenza del risparmio.

Anche sul web, infatti spesso si trova nelle icone e nei bottoni di “conversione” o di “call to action”, oltre che nei “box offerte” e nei link alle “pagine prezzi”.

Gli scienziati hanno dimostrato che l’arancione induce calma, risveglia l’attenzione senza aggressività, stimola a parlare ed ascoltare. È consigliabile il suo utilizzo per tinteggiare le pareti degli ambienti in cui si parla e si accolgono le persone ad esempio ingressi, sale da pranzo, cucine, sale riunioni, uffici delle risorse umane. È invece sconsigliabile per luoghi come gli open space degli uffici in quanto stimola le chiacchiere con conseguente disturbo alle persone che lavorano. Inoltre l’arancione, in quanto colore caldo, è usato per gli esterni dei negozi allo scopo di attirare la clientela.

Overthinker – video di Francesco Ciccotti

Dance – video di Francesco Ciccotti

Scott Jagobs in Sydney – video di Francesco Ciccotti

Autore del post: Francesco Ciccotti

...cerco di fare al meglio le cose...sono un curioso e soprattutto un entusiasta che cerca la piacevolezza nelle cose che vive...e di viverle con semplicità...se fossi nato in Giappone, avrei potuto definirmi un tipo “WABI-SABI”…

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