Il viaggio è l’unica cosa che più compri e più ti arricchisce

Il viaggio è l’unica cosa che più compri e più ti arricchisce

Per viaggiare, non serve necessariamente imparare bene le lingue…

Per viaggiare bisogna prima di tutto sapersi connettere con i luoghi e con le persone che vivono in quei luoghi…

Bisogna avere la curiosità di conoscere e darsi il giusto tempo per osservare le cose;

guardarsi intorno e magari farlo più volte

Solo allora si potrà approfondire una conoscenza e di conseguenza innamorarsi di ciò che si osserva…

già perché solo se si è connessi, si potrà “sentire” e non “vedere” la bellezza che si va ad incontrare.

“Un buon viaggiatore, non ha piani precisi, il suo scopo non è arrivare” scriveva Lao Tsu.

Namibia, Leone alla pozza - ph. Francesco Ciccotti

Namibia, Leone alla pozza – ph. Francesco Ciccotti

Troppo spesso si parte per un viaggio con delle aspettative sbagliate e con la bramosia di voler vedere un gran numero di posti nuovi e addirittura di volerli inconsciamente vivere come si è abituati a fare nella propria “confort zone”, ma in questo modo, si commette l’errore di non cogliere tutto quello che di nuovo ci si presenta e che si potrebbe percepire.

Madre Teresa di Calcutta diceva: “La felicità è un percorso, non una destinazione”.

Mentre Alphonse de Lamartine, affermava: “Non c’è uomo più completo di colui che ha viaggiato, che ha cambiato venti volte la forma del suo pensiero e della sua vita”.

I migliori “viaggiatori”, sono coloro che lasciano a casa le loro convinzioni…gli altri rimarranno dei “turisti”.

Namibia - Incontro con i ghepardi

Namibia, Incontro con i ghepardi – ph. Francesca Scibelli

Grandi pensatori hanno teorizzato significati riguardo l’attitudine a viaggiare e ne sto citando solo alcuni tra i tanti che secondo me rappresentano a pieno il significato di questa propensione e la mia idea di “Viaggio”…tra questi non posso non citare Socrate, il quale scriveva: “Sono un cittadino, non di Atene o della Grecia, ma del mondo”.

Bisogna osservare, annusare, toccare, assaggiare, ascoltare i suoni e anche i silenzi, che spesso più di ogni altro elemento, ci rivelano stati d’animo che ci appaiono sconosciuti.

Provare a scrollarsi di dosso le sovrastrutture che ci inquinano i pensieri, svuotare la testa da tutto ciò che affolla la nostra mente e provare a capire cosa ed il perché di tutto ciò che ci si rivela davanti…senza preconcetti e senza la tirannia del tempo (sempre troppo poco) che si ha a disposizione.

John Ruskin diceva: “Vi fu sempre nel mondo assai più di quanto gli uomini potessero vedere quando andavano lenti, figuriamoci se lo potranno vedere andando veloci”.

Per ultimo, ma non in ultimo, non si può partire senza aver portato con se, oltre il proprio bagaglio di viaggio, un adeguato carico di “umanità…necessario nell’incontro con gli altri…

Gli africani dicono:

Ubuntu

È un’etica o un’ideologia dell’africa subsahariana traducibile come “umanità verso gli altri” e pure “sulla lealtà e sulle relazioni reciproche delle persone”; è una espressione in lingua Bantu che indica

“benevolenza verso il prossimo”.

E’ una regola di vita basata sulla compassione, il rispetto dell’altro. Appellandosi all’Ubuntu sì è soliti dire: Ubuntu ngumuntu ngabantu: “io sono ciò che sono in virtù di ciò che tutti siamo”.

Gli Indiani invece dicono:

Namastè

che letteralmente significa “mi inchino a te” (inchinarsi, salutare con reverenza). A questa parola è però implicitamente associata una valenza spirituale, per cui essa può forse essere tradotta in modo più completo come saluto (mi inchino a) le qualità divine che sono in te. Unita al gesto di unire le mani e chinare il capo, potrebbe essere resa con: le qualità divine che sono in me si inchinano alle qualità divine che sono in te, o anche, meno sinteticamente

unisco il mio corpo e la mente, concentrandomi sul mio potenziale divino, e mi inchino allo stesso potenziale che è in te.

Namibia, fotografare il tramonto - ph. Francesco Ciccotti

Namibia, fotografare il tramonto – ph. Francesco Ciccotti

In sostanza, dunque, il significato ultimo del saluto è quello di riconoscere la sacralità sia di chi porge il saluto e di chi lo riceve.

Chiudo con un trailer dell’ultimo viaggio in Namibia, conclusosi qualche giorno fa…un viaggio così ricco e arricchente che mi costringerà ad un editing video molto lungo, tanto è il materiale video girato…e che qui di seguito riporto in estrema sintesi per il piacere di condividerlo anche con i miei compagni di viaggio… Caroline, Claudio, Francesca Maria, Francesca, Lea, Roberto e Stefania.

Video trailer del viaggio in Namibia – video di Francesco Ciccotti

COS’E’ UN VIAGGIO FOTOGRAFICO AVVENTURA?

COS’E’ UN VIAGGIO FOTOGRAFICO AVVENTURA?

Viaggi fotografici avventura per gli appassionati di avventura e fotografia.

Un viaggio fotografico avventura, come pure un workshop, è ideato e programmato per ogni appassionato di avventura e fotografia. Che sia alla prima esperienza o che sia un esperto, l’importante è avere passione per l’esplorazione, l’avventura e la fotografia in tutte le sue espressioni.

India kumbh mela

Fedeli indiani ad Allahabad per l’evento religioso Kumbh Mela – ph. Francesco Ciccotti

Fuoristrada sahara

Auto 4×4 sulle lunghe dune del deserto algerino – ph. Francesco Ciccotti

Fuoristrada 4×4 sulle dune dell’insidioso deserto tunisino – ph. Francesco Ciccotti

I viaggi avventura fotografici, sono studiati nei minimi particolari per sfruttare al meglio tutte le situazioni, quelle logistiche e quelle organizzative di ogni partecipante. Ogni viaggio rappresenta una cospicua varietà di opportunità fotografiche e ogni individuo è messo nella migliore condizione per migliorare la propria capacità di osservare e fotografare ciò che vede.

milk way in the sahara desert

La via lattea sorge sul bivacco notturno durante il viaggio avventura nell’Erg algerino – ph. Francesco Ciccotti

Per il raggiungimento di tale scopo, non è strettamente necessario avere una attrezzatura fotografica super professionale; non è la pentola che fa il cuoco, nè la penna fa lo scrittore.

Imparare ad osservare, ad inquadrare, ad avere padronanza della tecnica e scegliere il momento e la luce giusta, questo sì che è necessario per ottenere delle buone foto di viaggio.

 

India fiume yamuna kumbh mela

Fedeli giungono via fiume ad Allahabad durante l’evento religioso del Kumbh Mela – ph. Francesco Ciccotti

Per questo, intraprendere un viaggio fotografico di gruppo, anche per chi non conosce le basi della fotografia, ma porta con se uno smartphone di ultima generazione, una compatta digitale o una macchina bridge, può godere di molti stimoli creati dalle scelte del capogruppo, dai fotografi che partecipano e soprattutto dai ritmi lenti e mirati che questo tipo di tour prevede.

Tanzanya baloon

Mongolfiere all’alba sul Parco del Serengheti in Tanzania – ph. Francesco Ciccotti

Ho sempre odiato quei viaggi di gruppo dove viene data maggiore importanza alle quantità di cose da vedere. Non serve avere un grande numero di cose viste in elenco per poter dire che il viaggio è stato ricco di way point. La ricchezza di un viaggio è soprattutto determinata dalla qualità e profondità delle esperienze che si portano a casa; se queste esperienze, poi, sono vissute in modo wild e immortalate nella migliore condizione di situazione e di luce, che un fotografo può ricercare per sè e per il gruppo, tanto meglio.

Palm Valley

Panoramica su Palm Valley al tramonto nel Red Center australiano – ph. Francesco Ciccotti

Se siete già provetti fotografi, quindi, non vi dovreste accontentare di ritrarre ciò che vi capita davanti frettolosamente ed in modo ovvio.

Dovreste fotografare ciò che è meno immediato, meno scontato e da un vostro diverso punto di vista.

A questo scopo il viaggio fotografico avventura dovrebbe prevedere una serie di spot da visitare che siano i più caratteristici possibile, meno facili da raggiungere, più suggestivi, con meno presenze di turisti in campo, difficili da evitare di avere nelle inquadrature di foto e video.

Il fotografo professionista che vi guida, infatti, si sarà documentato appropriatamente per capire quali, quanti e in quali luoghi, si potranno trovare quelle situazioni caratteristiche generatrici delle migliori fotografie che si trovano su cartoline, libri fotografici, portali e siti di fotografia.

Donna indiana

Donna indiana che prepara il pranzo nella sua abitazione – ph. Francesco Ciccotti

Cucina berbera al bivacco

Berbero nel deserto tunisino che prepara la brace per cuocere il pane – ph. Francesco Ciccotti

Cucina berbera

Berberi intenti a cucinare all’interno di una stazione di pompaggio dismessa nel deserto tunisino – ph. Francesco Ciccotti

Il fotografo professionista al vostro fianco, vi potrà comunque consigliare su come ottenere lo scatto migliore.

La partnership con il tour operator, vi solleverà da complicate programmazioni organizzative, pratiche burocratiche e contrattualistiche per l’ottenimento dei permessi e dei supporti logistici in loco. Soprattutto là dove si intraprende un viaggio fotografico avventura, generalmente effettuato in Paesi dove lingua, sistemazioni alberghiere, trasporti e forniture di cibo, sono difficili ma possibili, ci sarà molto utile il supporto dell’organizzazione. Personale esperto  provvederà alla ricerca e la messa a disposizione dei vari supporti e mezzi necessari allo svolgimento del tour previsto. Tanto più i luoghi sono selvaggi e avventurosi, tanto migliori saranno le vostre esperienze di viaggio, di avventura e di fotografie.

Giraffe Namibia

Tramonto nel Parco dell’Etosha in Namibia – ph. Francesco Ciccotti

Ghepardi

Ghepardi nel Kalahari in Namibia – ph. Francesca Scibelli

Tramonto Etosha

Tramonto nel Parco dell’Etosha in Namibia – ph. Francesco Ciccotti

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