Nuova serie documentari su RAI3 al Kilimangiaro

Nuova serie documentari su RAI3 al Kilimangiaro

Fuori Pista: Nuova serie documentari su RAI 3 al Kilimangiaro da Domenica 4 Giugno, girati in Africa andando alla ricerca della Bellezza con il nostro Truck 4×4 WABI-SABI

Attraverseremo la Tunisia, da Est ad Ovest, dai Nord a Sud…tra mare e colline, tra oasi e deserto, tra Ksur e villaggi Berberi… lo faremo a bordo di un camion Ex militare, equipaggiato con attrezzature audio-video, e progettato da me per viaggiare Fuori Pista.

Inizieremo con questa prima miniserie composta da n.3 episodi di cui il primo che riguarda la Tunisia del Nord, andrà in onda Domenica 4 Giugno 2023 nel programma RAI “Il Kilimangiaro” condotto da Camilla Raznovich.

In questa puntata potrete vedere me come autista del truck e come fotografo che sarò protagonista insieme al mio amico e documentarista Salvatore Braca, con esperienza quarantennale che ha realizzato moltissimi filmati per la televisione italiana ed estera; i suoi documentari sono trasmessi quotidianamente dai programmi RAI come Geo & Geo e Kilimangiaro.

Per questa impresa, ci siamo avvalsi dell’Expedition Truck Wabi-Sabi, che vi ho già presentato…un camion Off-Road 4×4 attrezzato a camper, che ci permette di raggiungere località remote, a volte estreme, e di essere presenti nei posti dove la bellezza si manifesta, senza limitazioni di orari, condizioni meteo o vincoli legati ai lunghi spostamenti da fare per ristorarsi e per i rifornimenti.

Nel primo episodio che sarà trasmesso Domenica 04 Giugno, dopo le ore 17,00 c/a, parleremo della Costa Nord della Tunisia, da Capo Bon a Capo Serrat e si intitolerà “Fuori Pista”: Tunisia, Mare d’Africa di Francesco Ciccotti e Salvatore Braca…mi farà molto piacere condividerlo con voi, non mancate!

Un caro saluto…Francesco

Trailer Tunisia “Mare D’Africa”

SAHARA ALGERINO IN TV SU “KILIMANGIARO”…

SAHARA ALGERINO IN TV SU “KILIMANGIARO”…

Ciao a tutti, in attesa di ripartire con i nostri viaggi WABI SABI per mare e per terra… vi annuncio che oggi pomeriggio 7 Marzo, su RAI 3, alla trasmissione televisiva “KILIMANGIARO”, condotta da Camila Raznovich, intorno alle 17,00 dopo la pubblicità, sarà trasmesso il mio video documentario sull’ultimo viaggio avventura che ci è stato permesso fare, prima della Pandemia, nel Sahara Algerino.

Buona visione e spero di rivedervi molto presto per nuove avventure…Francesco 

Algeria – La via del desertoKilimangiaro Rai 3 di Francesco Ciccotti

Vi potrete fidare di avere una barca a prova di virus e batteri…

Vi potrete fidare di avere una barca a prova di virus e batteri…

Per te che in questi giorni sei chiuso in casa e stai sperando di tornare presto a vivere una vita “normale” fatta di momenti felici, di libertà, di momenti vissuti aIl’aria aperta e nella natura…e che magari, amante del mare, stai pensando di prendere il largo in barca a vela, voglio darti qualche rassicurazione sullo stato di sicurezza da batteri, muffe ed agenti patogeni…

Le barche che navigano al largo, garantiscono di per se il perfetto isolamento da contagi e malattie, ma solo se hanno gli ambienti puliti a fondo ed igienizzati.

Io come armatore e Skipper di Wabi-Sabi, ho stilato un accordo con personale specializzato per la pulizia e la sanificazione della tappezzeria, dei gavoni, delle sentine e soprattutto delle cabine di bordo che saranno più che mai pulite con regolarità e sanificate ad ogni nuovo imbarco.

Per dirla tutta, questa è un’operazione che ho sempre effettuato con regolarità, nel rispetto degli ospiti e anche perchè io in barca ci vivo stabilmente per 5 mesi all’anno in modo continuativo tra la primavera e l’estate e per gli altri 7 mesi, in modo saltuario.

In questi anni ho collaborato anche con piattaforme di prenotazione online per aumentare la visualizzazione della mia offerta ad un mercato più ampio, accumulando oltre centocinquanta recensioni che hanno misurato la soddisfazione delle persone salite a bordo…portando il punteggio di merito a

4,9 su una scala che arriva a 5!

Perdonami questo piccolo vanto, che non va valutato soltanto come personale fanatismo, bensì come riscontro per verificare che sto facendo correttamente ciò che amo fare.
Il motivo principale per il quale mi sto dilungando su questo aspetto, è che se pur si tratta di un rating molto alto, sarebbe stato ancora più alto se non fosse stato per la recensione di un’ospite donna che ha

dato un voto di una sola stella sulle 5 disponibili, scrivendo delle mie “manie per le pulizie”.

Ho raccontato questo aneddoto, per dire che l’attenzione a questo delicato argomento e il rispetto per le persone che salgono sulla mia barca, è stato sempre alto, anche prima di questa diffusione del virus e voglio oltremodo rassicurarti ulteriormente, qualora decidessi di prenotare una vacanza in barca a vela non appena avremo notizie sulla fine del lockdown per il Covid 19.

 

Prenotare una vacanza senza preoccupazioni

Inoltre aggiungo che molti esperti del settore economico e in particolare in quello turistico, prevedono che superata la fase acuta della crisi sanitaria, ci sarà una improvvisa predisposizione all’acquisto di esperienze di viaggi e vacanze nel nostro meraviglioso territorio; così io per consentire a voi eco/viaggiatori, di prenotare una vacanza senza preoccupazioni, ho proposto una serie di iniziative  che troverai elencate quì di seguito, che ti daranno maggiore flessibilità e protezione  rispetto al solito:

 

Wabi Sabi

Cabina Armatoriale – Ph. Francesco Ciccotti

RIMBORSI

Se l’utente non può raggiungere il luogo di imbarco a seguito di disposizioni emanate dalle autorità del proprio Paese o del Paese del luogo di imbarco della vacanza, può richiedere la cancellazione della prenotazione e ricevere il rimborso integrale della quota versata.

 

FLESSIBILITÀ DI CANCELLAZIONE

Per esperienze prenotate tra il 7 Aprile e il 30 Giugno 2020 con partenza entro il 15 settembre 2020 l’utente può cancellare la prenotazione entro 30 giorni dalla partenza e ricevere il rimborso integrale della quota versata, senza alcuna penale, anche se la vacanza è già confermata.

PAGAMENTI IN TRANCHE 

Se l’utente prenota un’esperienza a più di 45 giorni dalla sua data di partenza e per un importo di almeno 500 euro, può scegliere di versare un acconto del 30% della quota e versare il saldo entro 30 giorni dalla data di partenza.  

PRENOTAZIONE BARCA INTERA

Uno sconto interessante per la prenotazione della barca intera e propongo offerte speciali a gruppi già formati anche se non occupano tutti i posti disponibili (ad es. un nucleo familiare di 4 o 5 persone).

SCONTI EARLY BOOKING

Uno sconto ai primi 3 partecipanti che prenotano e grazie ai quali la vacanza si confermerà.

Wabi-Sabi – la mia barca…una filosofia di vita

Wabi-Sabi – la mia barca…una filosofia di vita

Parlando in termini di positivo e negativo, di yin e di yang, WABI-SABI è yin.

È un modo per calarsi nella natura attraverso le piccole cose.

È una sensazione simile alla tristezza, alla malinconia. È uno dei modi tipici dei giapponesi di “sentire” la natura, di “sentire” la bellezza.

Comprende: solitudine, serenità, distacco, semplicità e povertà, scegliere le cose per la qualità della vita che da esse emerge. È anche manifestazione del concetto estetico giapponese molto complesso e strettamente associato al buddismo Zen e alla poesia Haiku.

WABI

Nel dizionario giapponese è la sensazione che si riceve osservando qualcosa di semplice, di sobrio.

SABI

Significa antico, che ha un passato e dà una sensazione di poesia generata da una qualsiasi cosa che sia invecchiata bene.

Nessuno di questi concetti può essere definito con precisione. Né le qualità che essi esprimono, possono essere osservate direttamente, perché rappresentano lo stato mentale sperimentato da chi si trova di fronte all’oggetto che lo suscita. Esistono altre parole utilizzate in simili contesti quali: Shi-Bui e Yugen; ma sebbene tutte queste parole abbiano un significato vagamente simile e indichino sensazioni simili, ognuna di esse si differenzia per sfumature e connotazione.

Il termine Wabi può significare malinconico, solo, schivo, solitario, desolato, calmo, tranquillo, silenzioso, impoverito e modesto. E’ una sensazione soggettiva evocata da un oggetto la cui classica raffigurazione è quella di una capanna di pescatori abbandonata, lungo una spiaggia solitaria battuta dal vento in una grigia giornata invernale.

La parola Sabi può significare antico, sereno, smorzato, maturato, classico, maturo, esperto, oltre che solo, solitario e malinconico.

WABI-SABI più che un pensiero è un sentimento

E’ la bellezza delle cose imperfette, transitorie, incomplete. La profondità di ciò che è semplice, il fascino del non convenzionale; Wabi significa quiete, Sabi invece significa silenzio, solitudine.

Il WABI-SABI trova la sua espressione pratica nella cerimonia per la preparazione del tè.

Questi i principi della cerimonia: armonia, rispetto, purezza e tranquillità, che celebrano l’armonia dell’uomo con la natura, il rispetto per gli ospiti, la sobrietà e pulizia delle stanze. Il tutto per raggiungere pace e tranquillità interiore, eliminando ciò che è superfluo.

Negli ultimi anni è nata anche un’estetica legata ai principi del WABI-SABI. Il giardinaggio, che predilige i giardini dall’aria selvaggia, la bellezza vista come fattore interiore prima che esteriore. Si ritrova in materiali grezzi, negli oggetti appena abbozzati in antitesi con i canoni occidentali, basati sul concetto della perfezione. La presenza di Sabi è spesso suggerita dalla patina o altri segni del tempo su un pezzo antico e custodito come un tesoro.

“Mentre mangio i Cachi, sento la campana del Tempio.” Questa è una poesia HAIKU giapponese.

La poesia HAIKU è la più piccola forma di poesia esistente al mondo, che rappresenta bene la sensazione di WABI-SABI.

Questo HAIKU è di un famoso poeta del 1700 che esprime con questa forma di pochissime parole, in tutto diciassette sillabe, una sensazione molto forte. Per i giapponesi dietro l’HAIKU ci sono mille significati che non possono essere colti da chi non ha esperienza della vita. In questo caso il Tempio è quello di Nara, antica città, già capitale del Giappone prima di Kyoto, e rappresenta tutti i Templi giapponesi nei quali la campana suona di sera, verso il tramonto. Il suo suono è molto malinconico, ma anche molto efficace: nel completo silenzio esalta la sensazione di WABI-SABI. La funzione del frutto del Caco è quella di evidenziare che la stagione è l’autunno. La poesia quindi esprime una scena di questo tipo: l’ambiente è un po’ buio, una persona anziana, verso sera, sta mangiando un Caco; è autunno, in lontananza, nell’aria umida, si sente vibrare il suono della campana che proviene dal Tempio. Tutto è vecchio, o meglio, antico.

Da questo esempio possiamo trarre un insegnamento, cioè, che sono molti i fattori che determinano questa sensazione. Prima di tutto è molto importante la stagione, poi il momento della giornata, l’ambiente, la forma, il colore, il proprio sentimento.

Quando tutto ciò si fonde in un certo modo, allora si può veramente “sentire” WABI-SABI.

L’ora del giorno è data dall’intensità della luce del sole che varia dall’alba al tramonto. Al mattino il nostro spirito è pieno di vitalità, diventa chiaro e anche se prima dell’alba c’è un momento in cui la luce è ancora soffusa, non possiamo “percepire” WABI-SABI perchè sappiamo che dopo poco arriverà il sole. Nel pomeriggio questo comincia a calare e verso sera diventa buio. WABI-SABI si sente un attimo prima che il sole cali completamente, prima che diventi buio, quando si vede ancora qualcosa: delle ombre. In quel momento percepiamo una sensazione di tristezza.

Per quanto riguarda l’ambiente, non deve essere nuovo, lucido, appena costruito e pieno di vita, ma vecchio, opaco, antico. Una capanna in montagna, una cascina vecchia su un altopiano, l’interno di una casa antica, sono tutte condizioni che favoriscono WABI-SABI. A volte basta un angolo della casa o un muro ove cresce il muschio. La forma che può favorire questa sensazione non è massiccia, mastodontica, grottesca, ma bella, non ben definita, non aggressiva, la forma iniziale deve essersi persa nel tempo come ad esempio può essere per un castello antico.

Tutto questo perché qualsiasi cosa, quando è nuova, ha una forma precisa ma col tempo tutto perde lucentezza, i colori svaniscono come la sensazione aggressiva originale e ogni cosa acquista una patina di antico.

Anche una persona che ha provato infinite esperienze, che ha vissuto intensamente, vive un momento di WABI-SABI.

Ma è un momento transitorio: quando va oltre, WABI-SABI finisce, ed inizia decadenza. È una sensazione quindi che non permane e non è ripetibile, ripetibile è il ricordo.

Gli occidentali possono arrivare a capire questa sensazione attraverso la ragione ma, probabilmente, non riescono a provarla. Scaturisce da una situazione che si verifica in un dato Paese dove la cultura è diversa e diverso è il modo di sentire.

Non è comunque una sensazione esclusiva dei giapponesi, la differenza sta però nel fatto che in Giappone viene esaltata: ad esempio essi amano la penombra invece della luce che nelle loro case è sempre soffusa.

Non è però una situazione cercata, è sentita; è difficile che un giapponese riesca a rispondere alla domanda su cosa è WABI-SABI, sentono ma non sono capaci di spiegare.

La sensazione è presente e viene abbondantemente sfruttata in tutta l’arte giapponese. Se volete avvicinarvi un po’ a questa “sensazione”, create secondo le vostre possibilità, create una vostra cosa personale, diversa da quella giapponese… ad esempio, si può raggiungere tale sensazione quando, dopo il tramonto, dalla barca si contempla il paesaggio circostante.

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